Continuano a far discutere e a provocare reazioni le anticipazioni rilasciate da Silvio Berlusconi in tema di riforma della giustizia, suo cruccio da sempre, a cui lavora con il suo fidato Guardasigilli Alfano, definite di ispirazione falconiana. Un´affermazione che Dino Petralia, componente del Csm per il «Movimento per la giustizia» – gruppo fondato, tra gli altri, proprio da Giovanni Falcone – e già procuratore capo di Sciacca e sostituto a Trapani negli anni in cui venne ucciso Ciaccio Montalto, respinge con quell´equilibrata pacatezza irremovibile che lo contraddistingue. Dottor Petralia, dall´obbligatorietà dell´azione penale si passa alla discrezionalità in nome di FalconeÂ… «Giovanni Falcone nei suoi scritti, effettivamente, si era posto il problema dell´obbligatorietà dell´azione penale, anzi, fu uno dei primi magistrati che ebbe la schiettezza di affermare che il Pm ha un potere anche nel selezionare le notizie di reato, dando impulso ad alcune e mettendo in secondo piano altre. Ma non si pronunciò mai per la discrezionalità dell´azione penale anche perché il rischio, e lui lo disse chiaramente, era quello di una sottoposizione ai voleri dell´esecutivo. Il suo intervento fu coevo all´ingresso del nuovo codice di procedura penale quando venne abolita la figura del giudice istruttore, che lui fu per eccellenza. Quando, appunto, si passò ad un attività di indagine tutta riservata alla procura: non c´era più il giudice che istruiva ma la procura che faceva indagine.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78291
Georgia, Mosca ritira le truppe Nato-Russia, rapporti ‘freddi’
Agosto 24, 2008
Il ritiro delle truppe russe dalla Georgia sembra esser cominciato veramente. Dopo giorni di annunci e smentite, militari, carri armati e blindati russi sono stati visti partire da Gori, la città più vicina al confine con l’Ossezia del sud, invasa da truppe russe. Il presidente russo Dmitri Medvedev, confermando le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che aveva parlato di «tre o quattro giorni» necessari per il ritiro, ha annunciato che la Russia ritirerà le sue truppe dal territorio georgiano entro il 22 agosto. Medvedev ha rassicurato il presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso di una conversazione telefonica, secondo quanto riferisce il Cremlino. Entro il 22 agosto alcuni dei peacekeeper russi saranno riuniti in una zona di sicurezza provvisoria i cui limiti sono stati decisi e stabiliti nel 1999 dalla Commissione di controllo congiunto, un organismo creato per mediare il conflitto dell’Ossezia meridionale e del quale fanno parte la Russia, la Georgia e la stessa Ossezia del sud, ha spiegato il numero uno del Cremlino a Sarkozy. Intanto, il Consiglio permanente dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha deciso l’invio immediato di 20 osservatori militari (in aggiunta ai 9 che sono già sul terreno) in Georgia, dopo il via libera di Mosca e Tbilisi. Gli alleati della Nato, riuniti a Bruxelles, hanno chiesto a Mosca di rispettare l’accordo di pace con la Georgia. Il Consiglio Atlantico definisce, nel comunicato finale, l’intervento militare russo «un’azione militare sproporzionata, non conforme al suo ruolo di custode della pace ed incompatibile con i principi di regolamento pacifico dei conflitti enunciato dall’atto finale di Helsinki».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78154
Human Right Watch: decine, non migliaia, i morti
Agosto 24, 2008
Non migliaia di morti ma nell’ordine delle decine. Tanto è costata la guerra-lampo in Ossezia del Sud tra russi e georgiani. A rivedere il conto della tragedia è – quando le armi sembrano tacere e iniziato il ritiro dei carri armati russi – l’organizzazione internazionale Human Rights Watch che si occupa di difesa dei diritti umani. Si tratta in effetti della prima stima indipendente. E sembra dare riscontro ai reportage che negli ultimi giorni di guerra sono iniziati ad arrivare dal fronte, corrispondenze di vari inviati e giornalisti, anche italiani, che non parlavano di fosse comuni come nelle guerre in Kosovo o di devastazioni e cadaveri insepolti come in Cecenia. Sono stati invece le parti belligeranti a caricare la scena di tinte ancora più fosche, facendo pesantemente oscillare la macabra bilancia della guerra in uno dei due schieramenti. A parlare di migliaia di morti è stato fin dall’8 agosto il governo filorusso dell’Ossezia tramite l’agenzia di stampa Interfax . Parlando di mille e poi di mille e quattrocento, infine di 1.600 civili osseti uccisi, più alcune decine di soldati russi. I morti sono diventati 2mila secondo l’ambasciatore russo a Tbilisi Viaceslav Kovalenko, per il quale la capitale dell’Ossezia del Sud, Tskhinvali era stata letteralmente rasa al suolo dai georgiani. Per il ministro degli Esteri russo Lavrov una «pulizia etnica» che meritava una punizione. Anche se nei combattimenti Mosca ammetteva di aver lasciato sul campo solo 18 morti, ai quali aggiungere 52 feriti e 14 dispersi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78133
«Berlusconi vuole mettere in pratica le idee di Falcone? Non erano queste, e mi pare un’operazione molto scorretta quella di far parlare i morti, specialmente a distanza di così tanti anni». Abruzzese trapiantato a Palermo, magistrato in pensione, ex deputato europeo ed alla Camera con Rifondazione Comunista, Peppino Di Lello, 62 anni, che lavorò a fianco di Giovanni Falcone nello storico pool antimafia dell’ufficio istruzione di Palermo, è rimasto «molto perplesso» ascoltando le parole del premier. Perchè, Di Lello? «Non è la prima volta che gli esponenti del Pdl tirano per la giacchetta la memoria di Falcone in materia di giustizia. Lo ha fatto recentemente anche Gasparri. Adesso a parlare è direttamente il premier. Mi sembra molto scorretto dare voce ai morti». Ma Falcone era a favore della separazione delle carriere? «Falcone parlava in un Paese in cui era impensabile che un imprenditore televisivo ed editoriale di queste dimensioni andasse a fare il presidente del consiglio, protagonista di un conflitto di interessi senza precedenti, senza rispettare le sentenze della corte europea, colpito dalla prescrizione per il reato di corruzione della Guardia di Finanza». E poi?«E poi bisogna storicizzare e contestualizzare quelle parole. Falcone parlava di separazione delle carriere in un contesto europeo, auspicava una separazione dei ruoli tra pm e giudici per difendere meglio il principio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78258
Sì dell’Ue a Sugammadex
Agosto 1, 2008
La Commissione Ue ha approvato Sugammadex, unico antagonista selettivo dei miorilassanti e primo autentico progresso farmacologico in campo anestesiologico da 20 anni a questa parte. «Per noi è un traguardo importante», ha detto Thomas P. Koestler, vicepresidente esecutivo e presidente dello Schering-Plough Research Institute.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280143
La batteria, la pianola e il miniposter della bellissima e «occidentalissima» Ines Sastre, testimonial dell’altrettanto occidentale Lancome, appeso alla parete. La stanza della 16enne bengalese, che ha denunciato i genitori perché le avrebbero proibito a suon di botte di vivere «all’europea», sembra proprio quella di una sua coetanea italiana. Persino meglio, con quel letto ampio e colorato dalle lenzuola piene di fiori disegnati ad arte. Eppure la ragazza si è rivolta prima a un’insegnante e poi alla magistratura, perché «sottoposta a maltrattamenti e picchiata» tra le mura di casa.Un’accusa pesante che la famiglia rispedisce con veemenza al mittente. «I miei assistiti – dice l’avvocato Serafino Generoso – sono innocenti: non c’è nessuna prova a sostegno delle parole della figlia. Per questo sono rimasti sconcertati dalla campagna mediatica che si è sviluppata intorno alla vicenda». Nell’incidente probatorio dello scorso 21 luglio, la 16enne ha riferito di violenze subite dai suoi cari. Minacce con un coltello, calci, pugni. In particolare ha raccontato di un episodio avvenuto la notte del 31 maggio. Rientrata a casa all’1 e 30, sarebbe stata aggredita dalla madre che le avrebbe lanciato un bicchiere, ferendola. «Non è andata così – precisa la signora, che parla un buon italiano -. Mia figlia aveva fatto un saggio di teatro a scuola. Prima di rincasare, si è attardata per una pizza con gli amici, senza avvisarci.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280291
Tassi interbancari Euribor da 7 anni mai così in alto
Agosto 1, 2008
da MilanoEuro inter bank offered rate, o Euribor, una sigla che conosce bene chi ha un mutuo a rata variabile. È infatti il tasso al quale le banche si finanziano l’un l’altra in euro, ma è anche il tasso che le banche utilizzano come riferimento per prestare i soldi alla clientela.La maggior parte dei mutui a tasso variabile ha un tasso che corrisponde all’Euribor, di solito quello per le scadenza a tre mesi, con una maggiorazione, che mediamente è tra l’1% e l’1,5%. L’Euribor a tre mesi ieri è risalito ai massimi da sette anni. Lo ha riferito l’European Banking Federation: che rileva come il tasso a tre mesi sia arrivato al 4,97%, un livello che rappresenta il più alto dal dicembre 2000, e che era già stato raggiunto una prima volta all’inizio di giugno.Il fatto è che la crisi del credito si fa sentire pesantemente sui tassi interbancari. Solo due giorni fa l’ufficio studi della Jp Morgan ha rivisto all’insù le stime sulle svalutazioni che sei tra le maggiori banche europee dovranno sopportare nei propri bilanci a causa delle perdite legate alla crisi dei subprime. Solo per citare le tre maggiori: per Ubs, la più grande banca europea, si parla di 8,4 miliardi di franchi svizzeri, contro i 6,5 stimati in precedenza, per Deutsche Bank di 6,5 miliardi di euro invece che 4,9, per Société Générale di 3 miliardi di euro invece che 2,6. Il meccanismo del cosiddetto credit crunch, la crisi del credito, diventa così un circolo vizioso che si alimenta da sé.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280135