Human Right Watch: decine, non migliaia, i morti
Agosto 24, 2008
Non migliaia di morti ma nell’ordine delle decine. Tanto è costata la guerra-lampo in Ossezia del Sud tra russi e georgiani. A rivedere il conto della tragedia è – quando le armi sembrano tacere e iniziato il ritiro dei carri armati russi – l’organizzazione internazionale Human Rights Watch che si occupa di difesa dei diritti umani. Si tratta in effetti della prima stima indipendente. E sembra dare riscontro ai reportage che negli ultimi giorni di guerra sono iniziati ad arrivare dal fronte, corrispondenze di vari inviati e giornalisti, anche italiani, che non parlavano di fosse comuni come nelle guerre in Kosovo o di devastazioni e cadaveri insepolti come in Cecenia. Sono stati invece le parti belligeranti a caricare la scena di tinte ancora più fosche, facendo pesantemente oscillare la macabra bilancia della guerra in uno dei due schieramenti. A parlare di migliaia di morti è stato fin dall’8 agosto il governo filorusso dell’Ossezia tramite l’agenzia di stampa Interfax . Parlando di mille e poi di mille e quattrocento, infine di 1.600 civili osseti uccisi, più alcune decine di soldati russi. I morti sono diventati 2mila secondo l’ambasciatore russo a Tbilisi Viaceslav Kovalenko, per il quale la capitale dell’Ossezia del Sud, Tskhinvali era stata letteralmente rasa al suolo dai georgiani. Per il ministro degli Esteri russo Lavrov una «pulizia etnica» che meritava una punizione. Anche se nei combattimenti Mosca ammetteva di aver lasciato sul campo solo 18 morti, ai quali aggiungere 52 feriti e 14 dispersi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78133